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Se Fotografare significa "Scrivere con la Luce"...non dimentichiamoci il piacere di un buon libro...scritto nero su bianco. Per pensare alla Fotografia, parlare di Fotografia...e imparare di Fotografia
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Scritto da Francesca
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Domenica 19 Aprile 2009 20:11 |
L'occhio del fotografo. La composizione nella fotografia digitale Un’adeguata padronanza delle regole della composizione è indispensabile per realizzare fotografie efficaci. la capacità di riconoscere un’opportunità fotografica e di organizzare gli elementi grafici in un insieme riuscito è da sempre una delle qualità più apprezzate in un fotografo. la svolta digitale ha influenzato profondamente il modo di avvicinarsi alla fotografia, rivoluzionando le tecniche della composizione: innanzitutto perché l’immediato feedback possibile permette di valutare e migliorare all’istante le proprie foto: in secondo luogo perché i software per l’elaborazione delle immagini consentono di alterare e ottimizzare la composizione anche dopo aver eseguito lo scatto. il libro esplora gli approcci tradizionali alla composizione, ma affronta anche alcune tecniche digitali, come lo stiching e High Dynamic Range Imaging, che si avvalgono delle nuove tecnologie per ampliare le possibilità creative senza compromettere l’originalità della visione del fotografo. Edizione anno: 2008

Autore: Michael Freeman 192 pagina foto colori Italiano brossura 23,5x25,5 |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Aprile 2009 15:32 |
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Scritto da Francesca
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Domenica 19 Aprile 2009 20:11 |
Un'autentica Bugia La fotografia, il vero, il falso "La fotografia non sa mentire, ma i bugiardi sanno fotografare"scriveva nel 1909 il grande fotografo Lewis Hine. Con pochi clic del mouse oggi chiunque può trasformare le proprie fantasie in una immagine che "sembra una fotografia". Ma è giusto dire che i superpoteri di Photoshop abbiano inaugurato l'era del sospetto? Una divertente e acuta digressione sui temi del vero e del falso nella fotografia nata sulla scia delle accese discussioni intorno al digitale e alla sua estrema manipolabilità. Smargiassi tenta di dimostrare che la “rivoluzione digitale”, almeno in termini di rovesciamento del dogma referenziale della fotografia, della sua assunzione di veridicità, non esiste, perché quel dogma è stato sfidato con successo più volte anche nel secolo e mezzo della fotografia analogica. Con una serie di esempi e tanti gustosi aneddoti, il volume spiega “come” la fotografia abbia saputo mentire nella storia (in modo volontario e involontario), come la catena di decisioni umane e “inconscio-tecnologiche” che produce un’immagine implichi inevitabilmente un’alterazione della realtà percepita. Infine, affronta il “perché” l’immagine fotografica sia stata costretta o tentata di mentire. Michele Smargiassi è giornalista professionista da vent’anni, prima a l’Unità poi a la Repubblica, dove è inviato di cronaca e cultura, coltiva la sua passione per la storia e l’antropologia sociale della fotografia scrivendo articoli e saggi (uno dei quali, sulla fotografia familiare, è apparso sugli Annali della Storia d’Italia Einaudi), curando mostre e pubblicazioni, collaborando con musei e istituzioni, tenendo conferenze e corsi. Da uno di questi, dedicato al rapporto fra fotografia e realtà, è scaturita l’idea di questo volume. Vive a Modena.
 15 x 21 cm 318 pagine 140 fotografie in bianco e nero Rilegato con sovracoperta |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Aprile 2009 15:34 |
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Scritto da Francesca
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Domenica 19 Aprile 2009 20:11 |
Asferico 2009 - concorso internazionale di fotografia naturalistica
Tutte le foto selezionate dal nuovo importante concorso internazionale di fotografia naturalistica Asferico, per questo terzo volume della serie. Un annuario di grande qualità, da collezionare volume dopo volume.
96 pagine 80 foto col Italiano 26x24
www.asferico.com www.hfnet.it |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Aprile 2009 15:38 |
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La Fotografia storia culturale e visuale |
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Scritto da Francesca
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Domenica 19 Aprile 2009 20:11 |
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La fotografia. Una storia culturale e visualeDalla prima nebulosa "eliografia" scattata da Joseph Nicéphore Niépce nel 1826 fino alle composizioni classiche di Cartier-Bresson e Alfred Stieglitz e alle formidabili strategie postmoderne di Robert Mapplethorpe, Cindy Sherman e Victor Burgin, la storia della fotografia è uno straordinario susseguirsi di immagini acute e penetranti. Ma le fotografie sono anche le immagini piú diffuse del nostro tempo, dotate di una capacità infinita di registrare gli eventi e di renderli importanti conferendo loro un nuovo status. Ma come si legge una fotografia? In una serie di acute disamine dei temi e dei generi piú rilevanti, Graham Clarke presenta in modo chiaro ed efficace lo sviluppo storico della fotografia e illustra il pensiero dei critici piú interessanti sull'argomento, tra cui Roland Barthes e Susan Sontag. Il libro è incentrato su una analisi innovativa dei temi principali legati a questo argomento - il paesaggio, la città, il ritratto, il corpo e il reportage - e sullo studio minuzioso di immagini esemplari, alla luce dei rispettivi contesti culturali e ideologici. 
Edizione anno: 2009
302 pag; ill It br 13x20 |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 20 Aprile 2009 15:33 |
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